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Le mie Olimpiadi. La Freccia del Sud: Pietro Mennea PDF Stampa E-mail
Scritto da Pasquale Dibenedetto   
Giovedì 07 Agosto 2008 13:04

Pietro Mennea

 

E
ra il 1980, le Olimpiadi di Mosca, quelle del boicottaggio e della guerra fredda: non c’erano gli Stati Uniti e neanche gli atleti italiani, che gareggiavano per i gruppi militari, poterono partecipare. L’anno prima c’era stata l’invasione dell’Afghanistan da parte dell’Unione Sovietica.
Mennea da un anno era primatista del mondo nei 200 ma nei 100 metri a Mosca aveva deluso, era stato eliminato in semifinale. Era in 8° corsia, molto difficile. Pero’ aveva al suo fianco l’inglese (in realtà scozzese) Alan Wells che gli faceva da punto di riferimento e che lo aveva battuto sul filo di lana l’anno prima agli Europei di Torino.

 

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E’ una delle rimonte più belle della storia dello sport… A un certo punto Mennea era quarto o quinto.  Un pugliese, nato in una terra senza impianti, che vince davanti ai campionissimi. La telecronaca di Paolo Rosi è da brividi come anche quella di una tv di lingua inglese. Possiamo dire che noi l’abbiamo vista, l’abbiamo vissuta, abbiamo pianto.


Telecronaca Rai

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