i|gno|ràn|te p.pres., agg., s.m. e f. 1 p.pres. ⇒ignorare
2 agg. AU che ignora, che non conosce un determinato insieme di nozioni o una determinata materia: essere i. in latino, essere i. di informatica; nel campo del marketing sono completamente i. | ass., che non è sufficientemente preparato nella propria attività o professione: un medico, un tecnico i. 3 agg., s.m. e f. AU che, chi è privo di istruzione, di cultura: gente i., un povero i. 4 agg., s.m. e f. CO colloq., maleducato, villano 5 agg. BU ignaro: essere i. dell’accaduto
Tratto dal Dizionario della lingua italiana “De Mauro”
Riceviamo e pubblichiamo il testo della lettera-esposto inviata nei giorni scorsi da Michele Difonzo alla Procura della Repubblica di Bari. Abbiamo inserito tra le righe del testo i video della conferenza stampa tenutasi presso la Fiera del Levante i primi di settembre 1997 (in particolare l’attacco del prof. Delfino Pesce e la replica di Difonzo). Michele Difonzo partecipò a quella conferenza, distribuì tra il pubblico un foglio nel quale si esprimeva dissenso verso il progetto “SARASTRO”, probabile causa di danni irreparabili alla grotta di Lamalunga, e quindi allo scheletro fossile. Durante quella conferenza Difonzo, 50 anni di speleologia alle spalle, fu attaccato dal prof. Delfino Pesce che lo definì “un’ignorante”, fu invitato a “tornare a fare il proprio mestiere di strumento inconsapevole di altre cose”. Sono passati 10 anni da quella conferenza, le pareti della grotta sono oggi ricoperte di alghe verdastre. Il progetto “SARASTRO” fu comunque finanziato per 2 miliardi e mezzo di lire e oggi, si apprende, sarà “smantellato”. Nella grotta, intanto, quelle pericolose alghe ci sono ancora.
Alla fine del prossimo settembre l'Uomo di Altamura, il prestigioso fossile scoperto dal Centro Altamurano Ricerche Speleologiche, compirà 15 anni. 15 anni da quando, sepolto da almeno 1000 secoli, fu riesumato dagli ultimi esploratori rimasti: gli speleologi. Grande fu allora il clamore suscitato in tutto il mondo da quel volto costellato da gocce di pietra che sembrava volesse parlarci dei tanti misteri che ancora avvolgono il lontano pianeta delle nostre origini.
Grandissima fu l'attesa della comunità scientifica internazionale dei paleoantropologi scossa sopratutto da due peculiarità: si tratta dello scheletro intero più antico mai trovato al mondo perchè la morte lo raggiunse nello stretto cunicolo in cui è stato rinvenuto, le sue ossa risultano poco rimosse e quindi si può ritenere quasi con certezza che quelle poche che mancano all'appello sono nascoste sotto le altre e alle concrezioni calcaree; il prodigioso stato di conservazione in cui.... si trovava.
Ben presto le ansiose attese degli scienziati di tutto il mondo furono deluse e tradite. Seguirono infatti quasi due anni di immobilità assoluta per il conflitto di competenze, cioè per il duro braccio di ferro sorto tra la Sovrintendenza archeologica della Puglia (Ministero dei Beni Culturali) e l'Università di Bari (Ministero Università e Ricerca Scientifica): la mano sinistra e la mano destra dello stesso corpo (lo Stato) si misero a contendere e a ostacolarsi a vicenda.
Ben altri fatti ancora più incresciosi e che possono essere configurati reati dalla Magistratura avvennero in seguito. Mi sento purtroppo costretto, per i motivi che preciserò più avanti, al compito non facile di esporre con chiarezza e rigore uno stralcio dal groviglio di eventi e di vicende che riguardano un argomento tanto importante quanto delicato anche per gli eventuali risvolti penali.
Il caso più importante è sicuramente costituito dalle assurde vicende dell'esoterico progetto “SARASTRO”.
La lunga contesa tra le due istituzioni dello Stato si concluse nell'agosto del '95 col difficile parto di una macchinosissima convenzione che istituiva tra l'altro un “comitato di coordinamento operativo” che nulla di operativo produsse e che fu presieduto dal prof. Pesce antropologo dell'Università di Bari. Dopo circa un anno e mezzo l'Università di Bari, di concerto con il consorzio “Digamma” anch'esso presieduto dal prof. Pesce, presentò all'organo tecnico del Ministero della Ricerca Scientifica “MURST” il soprannominato progetto qualificandolo innovativo per le presunte tecnologie avanzate da utilizzare per le indagini scientifiche sul nostro Uomo. Gli evidenti scopi erano quelli di ottenerne un congruo finanziamento e l'affidamento dei lavori senza gara d'appalto.
Il responso redatto da qualificatissimi tecnici e comunicato il 9/4/97 fu: “Il progetto non presenta aspetti tecnici sufficientemente avanzati. Le previsioni in merito all'utilizzazione dei risultati non sono sufficientemente documentate ed appaiono eccessivamente ottimistiche”.
Si tentò allora di farlo approvare dal comitato di coordinamento operativo; per fortuna l'operazione non riuscì grazie alla non disponibilità e al parere contrario degli altri due accademici specifici: il prof. Broglio e il prof. Piperno.
Ce n'era abbastanza da scoraggiare chiunque ma sorse una strana sinergia tra politici molto influenti, super burocrati e professorone universitario: a settembre dello stesso anno nello stand della Fiera del Levante dedicato all'Uomo di Altamura il fatidico “SARASTRO” fu ripresentato in pompa magna.
Le previsioni di tale elaborato consistevano principalmente nel piazzamento difronte all'Uomo di una apparecchiatura in grado di riprendere il reperto con raggi infrarossi oppure stereoscopicamente oppure con obiettivo zoom micro-macro, ecc. ecc.
Il prof. Delfino Pesce durante la conferenza stampa del 1997
Si capiva subito che il progetto mirava principalmente alla promozione turistica e che sarebbe servito ben poco alla ricerca scientifica.
Michele Difonzo durante la conferenza stampa del 1997
Le immagini infatti dovevano essere trasmesse al vicino centro visite con l'intendo di realizzare una sorta di "grande fratello" per far vedere in diretta e senza reti il nostro povero Uomo il quale purtroppo non ride, non piange, non dorme più e neanche si spoglia (più nudo di così!). Difficile immaginare una promozione culturale e turistica più imbecille di questa.
Mi resi subito conto che la realizzazione di questa sciagurata idea avrebbe causato danni devastanti e irreversibili. Avevo già allora quasi 40 anni di esperienza speleologica e sapevo quanto fosse delicato il microclima nelle grotte naturali e quanto lo fosse molto di più nel cieco cunicolo in cui si trova il prezioso reperto. In considerazione dell'inestimabile valore del ritrovamento, il posto dove più s'imponeva la normativa sulla valutazione dell'impatto ambientale era proprio quello.
Mi ritenni pertanto in dovere di pubblicare articoli esplicativi sui giornali locali e di intervenire alla presentazione ufficiale del progetto in questione nello stand dedicato all'Uomo fossile nella Fiera del Levante. Spiegai puntigliosamente gli effetti sconvolgenti delle luci e del calore che si andavano a introdurre in quel ristretto e inestimabile ambiente.
Previdi la formazione e la proliferazione delle alghe che producono effetti catastrofici corrodendo in profondità le concrezioni ed eliminando definitivamente le loro lucentezza e trasparenza
(noi speleologi chiamiamo fossili tale tipo di concrezioni perché il loro accrescimento è da ritenersi ormai concluso).
Per confutare le mie asserzioni fu interpellato dal prof. Pesce lo speleologo di fiducia del Sovrintendente, un certo D'Agostino, il quale asserì che le opere del progetto "SARASTRO" non avrebbero procurato alcun danno (detto per inciso lo stesso D'Agostino nel 2006 ha presentato una relazione sugli effetti devastanti provocati dalle apparecchiature rimaste nella grotta). Esiste l'audio-video completo del mio intervento, di come fui pubblicamente deriso dal prof. Pesce e delle asserzioni di D'Agostino.
L\'Adobe Flash Player non installato o piu vecchio della versione 9.0.115!
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Delfino Pesce attacca Michele Difonzo.
La replica di Michele Difonzo
Per realizzare tale progetto occorrevano ancora una approvazione ufficiale e un congruo finanziamento. No problem! Il Comune di Altamura si rese subito disponibile a un finanziamento di ben due miliardi e mezzo e all'approvazione del progetto dopo un generico parere favorevole del Sovrintendente Archeologico il quale in precedenza aveva già provveduto a squalificare il parere tecnico del MURST col semplice motivo che riteneva sua la competenza in merito (la mano sinistra disse che quanto fatto dalla mano destra non contava niente!). E la gara d'appalto imposta dalla legge? Manco a parlarne, mica tanto fessi!
Le opere furono completate il 19 luglio 2002. Il 31 luglio seguente (12 giorni dopo) entrarono in tilt e la relativa causa fu attribuita ad un fulmine. Da allora le apparecchiature hanno funzionato a scartamento molto ridotto, in pratica sono rimaste accese solo le lampade poste a fronte dell'Uomo col risultato di farlo coprire di alghe.
Tutte le opere elettriche e impiantistiche in questione non sono mai state controllate e tanto meno collaudate e ancora non si sa se sono conformi al progetto.
Ormai tutte le apparecchiature dell'eclatante progetto "SARASTRO" sono ridotte ad un ammasso di ferraglia ed è arrivata al Comune di Altamura da parte del Sovrintendente l'ingiunzione di rimuoverle. Mi auguro che prima della rimozione si verifichi almeno la loro conformità.
A consuntivo dello sciagurato progetto si possono fare le seguenti considerazioni: ricerca scientifica prodotta, che competeva sopratutto all'Università, = 0. avanzata proliferazione di alghe con danni devastanti e irreversibili; due miliardi e mezzo di lire (equivalenti oggi a tre milioni di euro se si tiene conto della svalutazione effettiva) buttati al vento. Utilizzati per promozioni serie avrebbero procurato numerosi posti di lavoro; mancata applicazione della legge sugli appalti che avrebbe fatto risparmiare almeno un buon milioncino e garantita di più la conformità delle opere a quelle previste in progetto; mancata applicazione della legge sulla valutazione dell'impatto ambientale e mancato monitoraggio del microclima della grotta.;
Il motivo principale che mi spinge a inoltrare questo esposto è il seguente. I responsabili del disastro testè descritto conducono ancora le vicende dell'Uomo fossile e quindi tendono, per ovvie ragioni, a ignorare o minimizzare la sciagura delle alghe. Circola già la voce che le piante, private della luce da pochi mesi, hanno cambiato colore e che quindi sono ormai morte. E' la più grossa castroneria che si possa enunciare! Le alghe sono uno dei più grandi miracoli della natura. Esistono da oltre tremila milioni di anni e grazie a loro abbiamo l'ossigeno che respiriamo. Hanno tra l'altro meccanismi di sopravvivenza impressionante: sono in grado di sopravvivere decenni al buio e di riprendere in pieno la loro vitalità non in pochi giorni, ma addirittura poche ore dopo essere state riesposte alla luce.
Il danno che hanno causato alle concrezioni del prezioso reperto si può paragonare a quello prodotto dalla carta vetro passata sulla carrozzeria di un'auto. La vernice, prodotta dalla natura nel corso di tante migliaia di anni, non è più ripristinabile. Intervenire con prodotti chimici per eliminarle significa rischiare di danneggiare seriamente la lamiera della carrozzeria, cioè le preziosissime ossa. Si stanno progettando più o meno alla chetichella interventi proprio di quelli da me paventati. Ritengo che si possano effettuare, ma solo se progettati e seguiti anche dalla figura accademica dell'algologo e dello speleologo. Se 11 anni fa, quando ancora non erano comparse le alghe, fosse stato interpellato e ascoltato uno dei quattro cattedratici da me allora segnalati, si sarebbero evitate tutte queste rovine.
E' quindi con estrema determinazione che questa volta sono deciso a impedire un'altra analoga catastrofe ed è questo il motivo principale (non unico) dell'esposto.
Seguirà un altro esposto alla Corte di Giustizia Europea su un altro grosso scandalo. E' quello della mancata ricerca scientifica che ha danneggiato sopratutto la comunità locale. Sin dalla prima conferenza fu detto da eminenti scienziati che almeno i due terzi delle notizie scientifiche si potevano ottenere senza rimuovere il reperto e con interventi non invasivi o molto poco invasivi. Per giunta molte qualificate equipe internazionali erano disposte ad eseguirle... gratis! Sin dopo un anno dalla scoperta avremmo potuto avere tante interessanti notizie! Fu tutto bloccato!
Mi chiedo: "Com'è possibile che, in una Comunità in cui le persone, le merci e le idee hanno liberissima circolazione, si possano alzare così assurde barriere proprio nella ricerca scientifica da noi tanto trascurata?" A riceverne un gran danno è stata proprio la nostra comunità locale che in fondo se lo merita perchè non ha mosso un dito per sbloccare la situazione nonostante le mie tante segnalazioni. Ma, a proposito delle iniziative del Comune di Altamura, sarà fatto un discorso in altra sede.